Forum europeo dell’insegnamento scolastico della religione

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00Wednesday, November 12, 2008 9:39 PM
“Anche le religioni devono imparare a rispettare le regole della democrazia in vigore nelle società civili europee”. “Di fronte a un’Europa che si unifica, è paradossale e scandaloso constatare che le Chiese cristiane non sono concordi nemmeno sui fini e sui modi del loro servizio educativo prestato nell’ambito pubblico e laico della scuola”. “Lo studio delle tre grandi tradizioni monoteiste – ebraismo, cristianesimo, islam – si impone sempre più come un preciso impegno della scuola nella formazione pubblica di ciascun cittadino europeo” . “Prima di pensare a nuovi programmi di cultura religiosa, bisognerà cominciare a formare i nuovi insegnanti. E non senza l’indispensabile apporto delle università statali in materia di scienze della religione”. Sono queste alcune delle affermazioni, risuonate nelle dense giornate dell’ XI. Forum europeo per lo studio scolastico della religione, tenutosi a Villa Belvedere di Carini (Palermo) dal 14 al 17 aprile.
Una cinquantina di esperti (giuristi di diritto scolastico, filosofi e pedagogisti della religione, formatori di insegnanti di religione), provenienti da una quindicina di paesi, hanno messo a fuoco il problema delle competenze dello stato e delle chiese cristiane in fatto di istruzione religiosa nelle scuole pubbliche d’Europa, anche nella prospettiva del suo imminente allargamento al altri dieci paesi. Da una parte emerge il bisogno di educare ai valori della “nuova cittadinanza europea” in una società segnata sia da elevati standard di laicità vissuta, sia da un multiforme pluralismo etico e religioso; dall’altra, cresce l’impotenza delle confessioni cristiane a gestire nello spazio pubblico della scuola un pertinente insegnamento critico della propria tradizione, che non risulti né riduttivo dei diritti all’istruzione religiosa di tutti i cittadini, né discriminante nei confronti delle diverse e legittime appartenenze confessionali; d’altra parte ancora, appare ormai ineludibile, per la generalità dei sistemi educativi europei, un approccio organico, contestuale e non strumentale, alle tre grandi tradizioni monoteiste abramitiche viste nella loro asimmetrica e irriducibile specificità, ma suscettibili oggi di una elaborazione pedagogica scolastica che rispetti a un tempo sia la parità dei diritti religiosi di ciascuna tradizione, sia le regole comuni della convivenza democratica.
In particolare, dal dibattito tra i Relatori e tra questi e l’Assemblea, sono emersi tra altri alcuni forti imperativi che incombono, oggi più di ieri, sui soggetti collettivi dell’educazione scolastica:

- i genitori devono poter far valere il loro diritto – già riconosciuto da diverse Costituzioni nazionali e dall’attuale progetto di Costituzione europea – a “una istruzione scolastica in corrispondenza alle proprie convinzioni religiose, culturali e pedagogiche”;
- lo stato deve garantire le condizioni perché ogni cittadino – che si riconosca in una tradizione religiosa o in nessuna - possa ricevere dalla scuola una pertinente offerta culturale per affrontare con sufficiente competenza critica il problema religioso;
- le chiese cristiane e le altre organizzazioni religiose operanti sul territorio europeo hanno il diritto di negoziare le condizioni di una collaborazione con i sistemi educativi nazionali o locali ai fini di offrire una proposta educativa, anche confessionalmente orientata, ma rispettosa della natura laica, pluralista e democratica della scuola pubblica;
- la scuola pubblica, da parte sua, deve poter elaborare in termini curricolari di “cultura e competenza religiosa” quello che persone e comunità vivono in termini di credo e di vissuto religioso; suo compito è non solo descrivere oggettivamente e far studiare il fenomeno religioso come tale, ma diventare un “laboratorio di educazione alla pace, mettendo a confronto universi simbolico-religiosi diversi tra loro e per questo potenzialmente conflittuali”.

Tra gli atti formali l’Assemblea degli iscritti ha proceduto, a norma di statuto, alla elezione del nuovo segretario nella persona del prof. Johann Hisch, direttore dell’Istituto superiore di Religionspädagogik di Vienna, città che è stata scelta per ospitare il Forum 2006. L’Assemblea ha anche proposto una ‘rosa’ di temi, tra i quali il Comitato direttivo sceglierà e definirà quello che sarà oggetto di studio nel Forum 2006; e ha accolto con pieno favore l’invito del presidente della ICCS (Intereuropean Commission on Church and School), prof. Peter Schreiner, a intensificare in futuro i rapporti di reciproca collaborazione tra il Forum e la ICCS e altri organismi europei operanti in ambito di educazione religiosa.




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