Iraq: Vescovi cattolici, "violenze anticristiane, un piano politico per dividere"

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00Friday, October 31, 2008 10:34 AM
Le violenze che i cristiani stanno ormai da tempo subendo in Iraq “fanno parte di un piano politico intento a creare subbuglio e conflitti fra le differenti componenti del popolo” e “lo sfollamento, nei modi drammatici con cui è stato eseguito, è cosa voluta e molto pericolosa, una spinta verso la divisione e la spartizione del Paese”. Lo afferma in una nota, pervenuta al Sir, l’Assemblea dei vescovi cattolici dell’Iraq (Aeci) che si sono riuniti lo scorso 29 ottobre a Erbil per analizzare “gli ultimi drammatici, inquietanti e deplorevoli avvenimenti di Mosul”. “Con senso di responsabilità morale e patriottica” i vescovi ribadiscono che “i cristiani sono parte integrante dell’intero tessuto nazionale iracheno. L’autorità pubblica – affermano - avrebbe dovuto muoversi rapidamente per evitare che subissero violenze e per proteggerli. Quanto è accaduto confligge con la responsabilità dello Stato di proteggere tutti i cittadini. Lo Stato provveda ad una soluzione radicale del problema degli sfollati da Mossul, al loro ritorno nelle loro case, al risarcimento per i danni subiti e alla vigilanza sulla loro sicurezza”.
Le violenze che i cristiani stanno ormai da tempo subendo in Iraq “fanno parte di un piano politico intento a creare subbuglio e conflitti fra le differenti componenti del popolo” e “lo sfollamento, nei modi drammatici con cui è stato eseguito, è cosa voluta e molto pericolosa, una spinta verso la divisione e la spartizione del Paese”. Lo afferma in una nota, pervenuta al Sir, l’Assemblea dei vescovi cattolici dell’Iraq (Aeci) che si sono riuniti lo scorso 29 ottobre a Erbil per analizzare “gli ultimi drammatici, inquietanti e deplorevoli avvenimenti di Mosul”. “Con senso di responsabilità morale e patriottica” i vescovi ribadiscono che “i cristiani sono parte integrante dell’intero tessuto nazionale iracheno. L’autorità pubblica – affermano - avrebbe dovuto muoversi rapidamente per evitare che subissero violenze e per proteggerli. Quanto è accaduto confligge con la responsabilità dello Stato di proteggere tutti i cittadini. Lo Stato provveda ad una soluzione radicale del problema degli sfollati da Mossul, al loro ritorno nelle loro case, al risarcimento per i danni subiti e alla vigilanza sulla loro sicurezza”. La dichiarazione è stata firmata da mons. Jean Benjamin Sleiman, vescovo latino di Baghdad e segretario generale Aeci, insieme a diversi vescovi, tra cui, Shlemon Warduni, Jacques Ishaq, Petros Al-Harboli e Louis Sako.
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