00 11/3/2008 11:32 PM
I rasta usano la marijuana come erba medicinale, ma anche come erba meditativa, apportatrice di saggezza, ausilio alla preghiera. Viene sostenuto che l'erba ganja sia cresciuta sulla tomba del re Salomone, chiamato il Re Saggio, e da esso ne tragga forza. La marijuana è anche associata all'Albero della vita e della saggezza che era presente nell'Eden a fianco dell'Albero della conoscenza del bene e del male.
I rasta comunque predicano la disciplina morale ed il controllo di sé e sono avversi ad ogni forma di ubriachezza.
Nel 2008 la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso di un imputato rasta, ha dato per la prima volta rilievo all'appartenenza a tale religione. L'imputato era stato trovato in possesso di una quantità pari a venti volte il limite indicato dalle legge, oltre il quale si rischia l'incriminazione per spaccio di sostanze stupefacenti. La Cassazione ha annullato la sentenza di condanna, avendo ritenuto non sufficientemente motivata la decisione di merito che aveva affermato la finalità di spaccio esclusivamente in base alla quantità di stupefacente detenuta, senza tenere in alcun conto le affermazioni dell'imputato, per cui la dose detenuta era giustificata dai precetti del Rastafarianesimo. Tuttavia l'imputato ha dovuto pagare una sanzione amministrativa come la legge prevede per l'uso personale di sostanze illecite.